I personaggi

Padre Placido Di Pietro (1596-1673) – Sacerdote e Primo Cappellano dell’Arciconfraternita.

Padre Di Pietro è indubbiamente una delle personalità centrali nella diffusione dei principi della Controriforma nel territorio di Monforte nel Diciassettesimo secolo. Nulla si sa dei suoi primi anni di studi che si svolsero con ogni probabilità a Messina. Non è comunque da escludere una sua vicinanza alla Compagnia di Gesù – l’ordine religioso fondato nel 1547 da Ignazio di Loyla – con cui potrebbe essere entrato in contatto già a Monforte dove la presenza dei Gesuiti è documentata sin dal 1557. Padre Di Pietro fu tra gli artefici della ricostruzione e del rilancio del Convento di Crispino, si dedicò incessantemente per tutta la vita alla edificazione di nuove chiese o alla ricostruzione di quelle che versavano in cattive condizioni e alimentò in ogni modo la fede e la devozione del popolo monfortese.

Non vi è dubbio che la sua opera più alta fu proprio la fondazione della Confraternita di Gesù e Maria nel 1621. Nel giugno dell’anno successivo avviene la donazione da parte del barone di Monforte Giuseppe Moncada alla Confraternita di Gesù e Maria e per essa a padre Di Pietro e ai consiglieri della Congregazione dei terreni e degli edifici di sua proprietà per l’edificazione della chiesa di Gesù e Maria in cui i congregati potessero svolgere liberamente le proprie devozioni.

Alla Confraternita di Gesù e Maria padre Di Pietro dedicò gran parte delle proprie energie per tutta la vita e alla propria morte la nominò erede universale dopo esserne stato Cappellano e avveduto amministratore per oltre 50 anni, chiedendo di venire sepolto nella cripta della “sua” chiesa. Il suo testamento olografo, custodito presso l’archivio storico di Gesù e Maria, rappresenta una imperitura testimonianza della sua grande devozione in Gesù e Maria.

A padre Di Pietro è attribuito un lungo componimento poetico in ottave in dialetto siciliano di contenuto moraleggiante intitolato “U specchiu” che si è tramandato nell’archivio storico di Gesù e Maria.

 

Giuseppe Moncada (+1631) – Barone di Monforte. Fondatore e Benefattore dell’Arciconfraternita.

Giuseppe Moncada era il secondo figlio di Pietro, colui cioè che riportò il feudo di Monforte alla famiglia Moncada (che lo aveva già posseduto per alcuni decenni fino al 1540) a sèguito del matrimonio con Vittoria Saccano, figlia di Giacomo Marino Saccano barone di Monforte. D. Giuseppe fu anche il primo dei Moncada a essere investito del titolo di Principe di Monforte nel 1628.

Il nome della famiglia Moncada è indissolubilmente legato alla fondazione e alle vicende dei primi decenni dell’Arciconfraternita di Gesù e Maria. Fu merito di padre Di Pietro avere compreso nella nuova congregazione laicale, insieme alle famiglie più importanti del paese, il barone, poi principe, D. Giuseppe Moncada al quale si deve la donazione del terreno e delle vecchie carceri dove sorse la chiesa omonima nel secondo decennio del XVII secolo. La famiglia Moncada ebbe la signoria di Monforte con alterne vicende nel XVI secolo e poi, dopo una breve parentesi di pochi decenni, fino alla fine della feudalità. Essa ebbe origine dalla Spagna e, al seguito di Pietro I d’Aragona, giunse in Sicilia dove i suoi membri ricoprirono cariche civili ed ecclesiastiche di alto prestigio – vicerè, gran cancellieri, vescovi etc.

Quando D. Giuseppe morì nel 1631 la chiesa di Gesù e Maria doveva essere in gran parte completata. Dai documenti custoditi nell’archivio di Gesù e Maria risulta che si continuò a celebrare numerose Sante Messe ogni anno in suffragio dell’anima del Barone benefattore dell’Arciconfraternita fino al XIX secolo. Appare alquanto sorprendente che dopo la morte di D. Giuseppe la famiglia Moncada non appare più direttamente coinvolta nelle vicende dell’Arciconfraternita di Gesù e Maria.

 

Honofrio Francesco Lo Gullo (1586-ante 1648) – Co-fondatore e Primo Consigliere dell’Arciconfraternita.

Honofrio Francesco Lo Gullo era figlio del Magnifico D. Filippo e di Masulla Pulejo. Fu capostipite del ramo monfortese dei Lo Gullo (o Gullo) ed è definito nel Libro della Fondazione della Chiesa di Gesù e Maria come “civis Messanae et habitator terrae Montis Fortis“. Nel 1602 sposa D. Domenichella Di Pietro dalla quale ebbe numerosi figli uno dei quali, Filippo, fu Arciprete di Monforte dal 1637 al 1651.

Nel maggio 1628 Honofrio Francesco Lo Gullo fondò l’altare di Santa Caterina da Siena nella chiesa di Gesù e Maria  dotandolo di una rendita annua in denaro per avere “perpetuo suffragio di messe per sè e per tutti i predecessori e successori della sua famiglia”. Sia i suoi numerosi figli che nipoti nel corso di tutto il Diciassettesimo secolo furono direttamente coinvolti in Gesù e Maria contribuendo con donazioni e vendite alla creazione dell’ingente patrimonio dell’Arciconfraternita.

La storia dei Lo Gullo/Gullo è strettamente legata a quella dell’Arciconfraternita in quanto si tratta dell’unica famiglia ad aver mantenuto una presenza pressocchè costante in Gesù e Maria con ruoli sempre di primo piano dal momento della fondazione fino ai giorni nostri. Sebbene la presenza nel Valdemone di questa famiglia sia documentata per interessi patrimoniali da documenti molto antichi, le notizie relative ai primi anni a Monforte sono piuttosto scarse. E’ certo che derivò da Messina alla fine del XVI secolo, città con la quale i suoi membri continuarono a mantenere stretti contatti per diverse generazioni.

Si possono annoverare tra i Governatori e i membri del Governo di Gesù e Maria numerosi esponenti della famiglia Lo Gullo/Gullo tra cui: Giuseppe Lo Gullo Coraci (1812-1898) Governatore di Gesù e Maria dal 1885 al 1896 che fu anche due volte sindaco di Monforte, Giuseppe Gullo figlio di Antonino Gullo e Ponz de Leon (1879-1943) Governatore dal 1909 al 1914, anch’egli sindaco e poi podestà di Monforte per quasi due decenni.

 

Gaspare Camarda (ca 1570 – post 1629) – Pittore

Si conosce poco della vicenda umana di questo artista. Ad oggi non sono note fonti documentali che possano certificarne il luogo e la data di nascita e di morte. Nonostante il Susinno e il Cacopardo collochino la nascita del Camarda intorno al 1570 e lo vogliano allievo della scuola di Antonio Catalano detto l’antico (1560 – post 1605) il mondo accademico non è ancora in grado di delineare un profilo universalmente riconosciuto di questo artista. Le uniche tracce lasciate dal Camarda sembra siano le sue opere, molte purtroppo perdute, che ornano ancora oggi numerose chiese del territorio messinese e che testimoniano, seppur mantenendosi nel solco della tradizione tardo-manierista della Sicilia orientale, l’intensa sensibilità dell’artista nel cogliere le novità portate nell’isola da artisti quali Filippo Paladini e Caravaggio.

Di sicuro il Camarda, per motivi non ancora chiariti, divenne già alla fine del Cinquecento l’artista di riferimento del movimento delle Confraternite di Gesù e Maria che stava fiorendo a Messina e provincia in quel periodo e fu colui che codificò l’iconografia della visione del Trionfo della Croce  tra Gesù e Maria di Padre Antonio Fermo che era stato il primo fondatore della prima di tali Confraternite. Le circostanze relative alla commissione al Camarda delle tre tele della chiesa di Gesù e Maria non sono del tutto note. Vista la complessità dell’impianto iconografico, l’organicità stilistica e l’alto messaggio spirituale e teologico contenuti in questi dipinti si presuppone uno stretta collaborazione tra l’artista e i vertici della congregazione e in particolare il suo fondatore spirituale, Padre Placido Di Pietro.

Di Gaspare Camarda non si hanno notizie biografiche nè opere successive al 1629, anno di realizzazione di due delle tele d’altare per l’Arciconfraternita di Gesù e Maria, il che fa presupporre che possa essere morto in quell’anno o in quello successivo.


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