La chiesa

Chiesa di Gesù e MariaLa chiesa di Gesù e Maria e gli adiacenti locali dell’Arciconfraternita sorgono su un pianoro rialzato lungo l’attuale via Umberto I, a poca distanza dai resti della cinta muraria esterna del borgo medievale di cui si può osservare ancora l’arco ogivale della cosiddetta “Porta Terra”. In questo luogo si trovavano le vecchie carceri di Monforte, in uso fino alla fine del XVI secolo, e ancora più anticamente vi erano con ogni probabilità sepolcri o cenotafi della comunità monastica bizantina che si ritiene fiorì sul monte Marra probabilmente tra il VII e il IX secolo. Due escavazioni artificiali nella morbida pietra tufacea del monte Marra si presentano in buono stato di conservazione e possono essere osservate ancora oggi nella parte posteriore alla chiesa. In virtù della sua collocazione, dalla chiesa di Gesù e Maria si gode una stupenda vista su tutta la valle del Monforte fino alla città di Milazzo e alle isole Eolie che sono ben visibili nelle giornate più terse. Bisogna tenere presente che il piano su cui sorge la chiesa fu significativamente ridimensionato negli anni Settanta del Novecento per consentire l’allargamento della sottostante via Umberto I.

La costruzione della chiesa ebbe inizio dopo il 1622, quando avviene la donazione da parte del barone Giuseppe Moncada dei terreni e degli edifici abbandonati che vi sorgevano, ed ebbe termine, almeno nelle sue parti essenziali, entro il 1629, anno in cui risultano datate due delle grandi tele di Gaspare Camarda poste sugli altari. Non è noto come si presentasse l’edificio originale né come fosse decorato poiché l’attuale aspetto della chiesa è il risultato di parziali rimaneggiamenti avvenuti nei secoli successivi, in particolare nel corso dell’Ottocento e negli anni Ottanta del Novecento.

Dalla consultazione dei documenti di archivio e da alcune antiche fotografie è possibile ricostruire che la chiesa presentava un soffitto a volta con delle eleganti vele alle finestre della parete ovest (a destra di chi entra dalla porta principale) che è decorata con un semplice cornicione in stucco e con colonne addossate. La parete est della chiesa invece è addossata alla roccia e quindi priva di finestre. Recenti saggi hanno mostrato chiaramente che il cornicione e le colonne addossate erano dipinte a finto marmo trompe-l’oeil il che conferma quanto già supposto dallo studio dei documenti d’archivio e cioè che gran parte delle decorazioni pittoriche murali della chiesa siano state ricoperte nei primi anni dell’Ottocento.

Nonostante tutto la struttura della chiesa è rimasta sostanzialmente immutata e presenta la pianta ad aula tipica degli edifici di culto che fin dal Cinquecento si andavano costruendo specialmente a Roma per confraternite o ambienti laicali in genere come l’oratorio del Santissimo Crocifisso di S. Marcello o l’oratorio del Gonfalone, entrambi a Roma. Altra caratteristica peculiare delle chiese oratoriali che si riscontra anche in Gesù e Maria è l’assenza di catino absidale e l’accesso alla sacrestia posto nella parete dell’altare maggiore e non in quelle laterali. La pianta ad aula fu particolarmente favorita all’epoca della Controriforma in quanto univa semplicità costruttiva e funzionalità. Era infatti ritenuta particolarmente adatta a favorire la predicazione e la partecipazione dei fedeli alle celebrazioni liturgiche laddove questo era desiderato in modo specifico come in una chiesa confraternale.

La chiesa presenta un altare maggiore, due altari in ciascuna delle pareti laterali e una tribuna sostenuta da colonne posta al di sopra della porta principale di ingresso. Tutti gli altari mantengono il loro originale semplice aspetto in pietra dipinta a tempera. L’altare maggiore presenta una  graziosa decorazione pittorica con due putti recanti un cartiglio con l’iscrizione  (in due parti) “Natus est Salvator Mundi / Positus in Presepio”. Questo ci riconduce ai riti del Natale, particolarmente sentiti nella Confraternita di Gesù e Maria, quando un presepe veniva allestito nella nicchia al di sotto dell’altare maggiore. Anticamente il fronte degli altari veniva sempre ricoperto con dei paliotti di stoffa o di legno dipinto. La tribuna attuale è il risultato di un intervento eseguito in epoca successiva alla costruzione dell’altare dedicato al Cristo alla colonna o Ecce Homo (1705) e si può ipotizzare che risalga ai restauri eseguiti dopo il terremoto del 1783. Una seconda porta si trova sulla parete laterale ovest della chiesa. Anche il primo altare della parete ovest dedicato alla Vergine Maria Assunta è molto probabilmente il risultato di un intervento successivo anche se appare difficile stabilirne l’epoca di realizzazione.


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: