Paramenti e Arredi Sacri

L’Arciconfraternita di Gesù e Maria possiede una ricca raccolta di paramenti sacri che furono utilizzati per le funzioni liturgiche in un arco di tempo che va dalla prima metà del XVII secolo sino all’inizio del XX secolo. Il fatto che i paramenti giunti sino a noi coprono tutti i diversi tempi dell’anno liturgico è una ulteriore testimonianza dell’intensa attività liturgica che si svolse per secoli nella chiesa di Gesù e Maria. La maggior parte dei paramenti sono presumibilmente di fattura locale e a tale proposito va tenuto presente che Messina fu per secoli un importante centro di produzione tessile e in particolare godette per lungo tempo del monopolio della seta. In virtù di questo tutta la seta prodotta in Sicilia doveva essere imbarcata dal porto della città, determinando così un ingente introito fiscale oltre che un notevole sostegno alle attività commerciali. A dimostrazione dell’importanza della filiera della seta basti pensare che la definitiva abolizione di questo privilegio dopo la rivolta antispagnola di Messina degli anni 1674-1678 fu una delle cause determinanti della decadenza economica e sociale della città nei decenni successivi.

Per secoli l’allevamento del baco da seta è stata una delle attività centrali dell’economia monfortese e ancora nella seconda metà del Settecento i documenti citano Monforte tra i paesi dove la produzione della seta avveniva a volumi significativi. Tra i paramenti conservati in Gesù e Maria spiccano un velo omerale in seta ricamato con fili d’oro del XVIII secolo che veniva utilizzato per l’esposizione del Sacramento, alcune belle pianete e una cappa magna in tessuto damascato color avorio. L’Arciconfraternita possiede inoltre una ricca dotazione di tovaglie e altre suppellettili riccamente ricamate e decorate di fattura locale comprese tra la fine del XIX e gli inizi del XX secolo.

Nella chiesa di Gesù e Maria sono conservati due bei paliotti coprialtare, uno in legno dipinto e uno in seta ricamata con fili d’argento e pietre dure. Il primo di questi, risalente alla prima metà del XVIII secolo, fu realizzato per l’altare dell’Ecce Homo, la cui statua è riprodotta all’interno dell’elegante motivo decorativo dipinto su fondo verde chiaro. Il secondo, molto più elaborato e risalente alla seconda metà del XIX secolo, fu realizzato per l’altare maggiore della chiesa e presenta al centro un bel medaglione dipinto e ricamato in cui sono riprodotte fedelmente le figure di Gesù e Maria con la Santa Croce e Dio Padre così come appaiono nella tela di Camarda.

L’Arciconfraternita possiede anche anche lampadari e candelieri in legno dipinto e dorato che facevano parte della dotazione della chiesa. Risalgono per lo più alla prima metà del XVIII secolo e, sebbene di non particolare pregio materiale o artistico, sono molto interessanti ai fini di una ricostruzione quanto più fedele possibile  dell’aspetto della chiesa di Gesù e Maria nei primi anni dalla sua edificazione. Infatti gran parte di questi arredi e suppellettili, presenti un tempo in gran numero nelle chiese monfortesi, nei secoli sono andati dispersi o più di recente sostituiti da altri più moderni e funzionali. L’Arciconfraternita di Gesù e Maria già da oltre un decennio ha avviato un programma di conservazione e restauro delle piccole suppellettili così come delle grandi opere d’arte, ritenendole tutte  – sia pure con le loro peculiarità –  importanti testimonianze del passato. Sia i lampadari che i candelieri sono stati pertanto accuratamente restaurati e ricollocati in quelle che presumibilmente erano le loro posizioni originali.

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