Argenti

Dal XIII al XIX secolo Messina fu un importante centro di produzione nel settore dell’arte orafa ed argentiera, apprezzata in tutto il mondo. Nel XVII secolo a Messina si contavano circa 300 botteghe di orafi ed argentieri e le loro opere restano ancora oggi a testimonianza di un’arte che raggiunse livelli di perfezione assoluta. Fin dal momento della fondazione l’Arciconfraternita di Gesù e Maria possedette opere di oreficeria necessarie allo svolgimento delle proprie attività liturgiche e che possono essere oggi ammirate nella sala espositiva dell’Arciconfraternita. Si tratta di importanti opere realizzate da botteghe orafe messinesi tra il Diciottesimo e il Diciassettesimo secolo in gran parte appositamente per Gesù e Maria come indicato dall’apparato decorativo di due calici che presentano chiari riferimenti all’iconografia propria dell’Arciconfraternita. E’ quindi importante sottolineare come – per lo meno nel caso dei due calici di maggior pregio – si trattò senza dubbio di commissioni dell’Arciconfraternita agli argentieri e non di riutilizzo di opere pre-esistenti.

Tra gli argenti commissionati dall’Arciconfraternita di Gesù e Maria vi sono opere di alcuni tra i più importanti argentieri attivi a Messina come Diego Rizzo (XVII secolo) che è l’artefice di un calice in argento cesellato a bulino e recante i simboli della Passione di Cristo. Un secondo calice in argento sbalzato, anch’esso realizzato su commissione dell’Arciconfraternita di Gesù e Maria da un importante argentiere messinese del XVII secolo (forse Mariano Donia), è riccamente decorato con le immagini più care ai Congregati: Gesù e Maria ai lati della Croce, Santa Chiara d’Assisi e Santa Caterina nel basamento, Gesù, San Giuseppe e la Vergine Maria nella parte superiore del calice.

E’ molto interessante notare come anche nella scelta dei motivi decorativi delle opere di argenteria, i padri Cappellani siano stati molto attenti a mantenere una coerenza con i temi iconografici più cari alla spiritualità dell’Arciconfraternita. Si può apprezzare così una sorprendente continuità tra i quadri  del Camarda, le  loro cornici, le statue e gli argenti che rivela chiaramente un progetto spirituale unitario e profondamente radicato  nell’Arciconfraternita.

Completano la raccolta di argenti dell’Arciconfraternita una pìsside in argento realizzata nel XVIII secolo dal riutilizzo di un calice di epoca precedente probabilmente danneggiatosi, un ostensorio con basamento in rame dorato e lunetta in argento, un piccolo incensiere con navicella e alcune patene in argento dorato.

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